Luoghi di interesse storico - culturale

Ad eccezione del Santuario Madonna della Scala, di cui si dirà in seguito, pochi di essi possono essere considerati centri di attrazione da sbandierare o collocare sul mercato come prodotti turistici, tuttavia, possono essere inserirti in un contesto più ampio in relazione con l'intero territorio circostante, capaci di spiegare vicende e dare conferme a quelle proposizioni condizionali che spesso si usano nelle spiegazioni della storia passata.

Monte castello con le annesse grotticelle è un’area di interesse storico - archeologico. Si presume sia stato sede di un castello; vicende storiche adeguate ne giustificano la sua presenza.

Il campanile annesso alla chiesa di Spinello, usato come baluardo conto i briganti dalla popolazione locale, si conserva intatto

Del palazzo del principe ( 1600 circa)  rimangono il portale e la volta d'ingresso con scala, visibile sono segni della sua composizione storica, bruciato per ben due volte dai briganti nel 1806, e di nuovo dai bersaglieri nell'epoca risorgimentale, non fu più ricostruito, ora è adibito ad alloggio privato

L'eremo rupestre in località “pagliarelle” di Timpa del Salto conserva tracce di qualche affresco, con molta probabilità si lega alle costruzioni religiose di S. Severina, il Battistero e l'oratorio di S. Filomena del IX sec d. C. , di probabile epoca bizantina.

Il romitorio sito di notevole interesse storico, in buono stato di conservazione, si trova nell'area Madonna della Scala, di probabile epoca bizantina, suscita molti dubbi legati alla sua natura. Costruzione religiosa da collegarsi alla presenza e alla diffusione della figura del monaco durante il periodo bizantino o ad esodi successivi. Punto di osservazione strategico del periodo bizantino per controllare la vallata sottostante del fiume “Vitravo”.

Le grotticelle sottostanti al romitorio e la presenza di un altarino, fanno pensare che la prima ipotesi sia la più veritiera.

Due siti di interesse archeologico sono considerati dagli  esperti località Gipso” - foce del fiume Lese affluente del Neto - dove ritrovamenti di resti risalenti al periodo e alla presenza dei Greci sono una conferma, e  località “Pietrarizzo”, dove la presenza di ritrovamenti di epoca romana, giustificano l'ipotesi di costruzioni risalenti a tale periodo in loco; ritrovamenti occasionali tuttora avvengono da parte di contadini del luogo.

Le chiese presenti sono: SS. Trinità a Belvedere di epoca settecentesca, rifatta nel corso del XIX sec., in essa pare che abbia trovato sepoltura Don Tommaso Rota, principe di Cerenzia; ivi si trovano raffigurati gli stemmi dei Rota e di Belvedere, statue e dipinti di pregevole fattura. 

La Chiesa di Spinello del SS. Salvatore, anch'essa di epoca settecentesca con annesso lo storico campanile.

La Chiesa Madonna dell'Arco, dedicata alla Vergine, al cui interno è visibile la pregevole statua scolpita in un unico blocco di marmo che, appartiene probabilmente alla scuola napoletana del '600 e raffigura la Vergine seduta sul trono con in braccio il bambino.

Il centro storico sito il località Belvedere nei pressi della Chiesa SS. Trinità, è caratterizzato dalle strette viuzze che si intersecano per mezzo delle volte.  Il luogo si conserva molto bene; è possibile scorgervi maestranze di notevole fattura edilizia e artigianale, materiali da costruzioni, legno e ferro prodotti artigianalmente con le tecniche e la saggezza di un tempo.

Fabbricati rurali ve ne sono molti e rappresentano la vita di campagna e la dedizione al pascolo e all'agricoltura dei nostri progenitori. Quello più importante, è senza dubbio la villa Barracco in località Polligrone ( agro di Belvedere Spinello ); di notevole interesse storico - artistico risulta dagli atti vincolato come bene culturale degno di tutela ai sensi dell'art. 4 legge 1/6/1939 n° 1089, versa in condizioni precarie e necessita di urgenti interventi di restauro conservativo. E' così formato: una casa rurale con muratura in pietrame a vista con scala esterna e cisterna annessa, del XVIII sec. circa; una villa baronale su due livelli in linea con doppia scale esterna parte del pavimento del 2° livello è in piastrelle in maiolica napoletana decorata a mano; un edificio  neoclassico posto in asse tra la villa e la casa rurale e comunicante con la villa sia al primo che al secondo livello; un caseggiato e recinzione in muratura atti al ricovero, del bestiame ed inoltre un frantoio ed un silos di epoche diverse.

Trattazione a parte merita il Santuario Madonna della Scala, sito fuori dal centro abitato in direzione Nord. Luogo in cui diversi elementi si fondono e formano un ambiente singolare. La mistificazione e l'aria tipica dei luoghi sacri, sposandosi con l'ambiente circostante, realizzano una simbiosi perfetta. La  presenza di querce secolari, di ulivi, pini, gelsi ed erbe selvatiche, nonchè di animali selvatici e uccelli di diverse specie, danno la sensazione di un ambiente biologicamente sano. Ha circa 3 secoli di vita e la sua storia è un misto di leggenda, tradizione popolare, religione, fede e culto della Madonna della Scala, la quale suscita sentimenti ed emozioni forti, alimenta vincoli al territorio, tanto da essere venerata anche oltreoceano dai nostri emigrati, i quali Le dedicano annualmente una giornata di festa, nel mese di luglio, portando in giro una copia della statua.

La Madonna apparve per la prima volta ad un pastore di S. Severina che cercava i suoi buoi; questi giunse in prossimità del luogo dove sorge il santuario, vide una bella signora con un bambino in braccio e le chiese notizie sui suoi animali. Ella indicò al pastore il posto dove questi trovò i suoi buoi; recuperandoli, decise anche di portare via con sè la bella signora. Nell'attraversare il fiume Neto, la signora perse un sandalo, Ella manifestò tutta la sua contrarietà al rapimento presagendo l'annegamento di una persona all'anno nelle acque del fiume Neto.

Giunta a destinazione fece immediatamente ritorno nel luogo del Santuario, andandosi a posare sul ceppo di un  gelso che mise subito germogli e sul quale rimase per sempre dopo la sua apparizione ai contadini del luogo, ivi è stato edificato il Santuario.

Numerosi pellegrini visitano la Madonna nel periodo Pasquale ed a Ferragosto. Resiste una tradizione centenaria i cui aspetti più singolari sono rappresentati dall'inamovibilità e intoccabilità della Madonna della Scala. Caratteristiche della Chiesa sono, la forma dell'edificio a croce latina, la facciata principale rivolta in direzione ovest; vi è un’unica navata con rientranze laterali a formare una T, caratteristica unica nel circondario. La statua della Madonna è tutta scolpita in pietra con il bambino Gesù sul braccio destro. La devozione verso la Madonna è molto radicata e si manifesta in numerose forme di ringraziamento. In occasione di grazie ricevute con il cosiddetto “voto”, la devozione ed il riconoscimento assumono espressioni variegate:  camminare a piedi scalzi durante le processioni, fare un'offerta, accendere lampade o candele, vegliare pregando, preparare dei dolci, sono solo le più comuni.