I rilevanti reperti archeologici emersi, in specie, resti di armi , manufatti, mura e tombe, risalenti ad un periodo compreso tra il XIII e X sec. a.c. ,venute alla luce nelle contrade "Cozzo Leone", "S. Elia" e "Serra Sanguigna", fanno risalire l'origine della storia millenaria di Cirò, all'eta del Bronzo.

Ma è tra il VII e VI sec. a.c., con l'arrivo di coloni greci, verosimilmente crotoniati, che venne intensamente popolato e fortificato l'antichissimo e preesistente centro italico, dando così vita alla città magno-greca di Krimisa (Crimisa o Crimissa);

La posizione territoriale precisa della città di Krimisa è stata oggetto di discussione e tesi differenti tra gli archeologi : oggi, però, alla luce dei rilevanti reperti archeologici emersi, è univoca l'idea degli storici che individua la sede arcaica nell'area collinare ionica in prossimità dell'attuale cittadina di Cirò Superiore.

Secondo il mito sarebbe stata fondata da Filottete e chiamata "Crimissa; il geografo greco Strabonela pone in posizione collinare elevata rispetto al litorale costiero.

L'area monumentale arcaica sorgeva, verosimilmente, in Cirò, nella contrada "Cozzo Leone", mentre l'area necropolare si estendeva in prossimità della contrada "S. Elia". L'estensione dell'area urbana lungo la costa sino a Punta Alice, avvenne verosimilmente, in età classica, quando oramai la città aveva raggiunta una notevole floridezza economica che le assicurava una sufficiente difesa e controllo militare del territorio.

La città conobbe un fiorente periodo e vennero eretti alcuni templi per il culto in varie zone del territorio; quello dedicato ad Apollo Aleo è il più famoso grazie ai pochi ma inequivocabili rinvenimenti di alcuni capitelli e vari elementi architettonici ad opera dell'archeologo Paolo Orsi. Oggi infatti molte aree e zone presentano nomi locali che richiamano all'antichità ellenica nel dialetto locale degli abitanti: Santa Venere ne è un esempio molto esaustivo.

Durante le guerre puniche la città di Krimisa fu predata e saccheggiata ad opera dei Romani e deiCartaginesi e distrutta diverse volte durante le guerre greco-gotiche.

A causa di tali devastazioni e saccheggi, la città, nella parte costiera, fu gradualmente abbandonata al suo destino e gli abitanti si rifugiarono sulle colline che rappresentavano un'ottima posizione strategica, contribuendo, così, a ripopolare il nucleo antichissimo dell'attuale cittadina di Cirò.