Percorrendo la Strada Statale 106 che da Taranto conduce a Reggio Calabria, attraversando per intero il litorale ionico, prima di giungere a Crotone si attraversa la frazione di Torre Melissa. Oggi il suo comune, arroccato su un’altura, vede notevolmente ridotto il numero degli abitanti, il cui insediamento è maggiormente concentrato nella frazione, più agevole dal punto di vista viario. La stessa frazione, è meta di un afflusso turistico sostenuto, ma anche ben organizzato, nel corso della stagione balneare. Dal 2012 Torre Melissa ha sempre ricevuto la Bandiera Blu, riconoscimento conferito dalla Foundation for Environmental Education alle località costiere europee che soddisfano criteri di qualità delle acque di balneazione, della pulizia delle spiagge e dei servizi offerti. Nella frazione marina si trovano anche la Statua della Madonna del Mare o degli Abissi e la chiesa dedicata alla Madonna del Monte Carmelo, patrona di Torre Melissa.

 La cittadina oggi vive una fase di operoso attivismo produttivo anche grazie all’eccellente produzione vitivinicola ricadente in area DOP. Il suo nome è legato ai tragici fatti di Fragalà, che tuttavia accelerarono l’approvazione delle leggi della Riforma Agraria, facendo assurgere Melissa all’attenzione dell’opinione pubblica nazionale, come simbolo di libertà, di riscatto ed emancipazione dei contadini meridionali.

 I primi documenti, però, che fanno riferimento a Melissa sono datati 1200, ma la sua storia risale a molti anni prima, come provano alcuni ritrovamenti di cocci di pavimentazione dell’epoca romana. Il centro urbano esiste già tra il secolo XI e il XII e dell’epoca è testimonianza la presenza della cinta muraria e del castello di origine aragonese, di cui sono ancora visibili alcuni resti. L’arroccamento su un’altura scoscesa e il dialetto inducono a pensare a un insediamento di popolazioni della vicina Puglia in fuga da devastazioni o pestilenze; esiste in zona, a conferma di ciò, una chiesa dedicata a San Nicola di Bari.