PARCO NAZIONALE DELLA SILA

Territorio di appartenenza:

Provincia di Cosenza 7002 ha;

Provincia di Catanzaro 4200 ha;

Provincia di Crotone 1488 ha;

Comuni: Acri, Albi, Aprigliano, Bocchigliero, Celico, Corigliano Calabro, Cotronei, Longobucco, Magisano, Mesoraca, Pedace, Petilia Policastro, Petronà, S. Giovanni in Fiore, Savelli, Serra Pedace, Sersale, Spezzano della Sila, Spezzano Piccolo, Taverna, Zagarise

SUPERFICIE: 12.690 ettari

LATITUDINE LONGITUDINE:

Il parco è costituito da due diversi gruppi montuosi: la Sila Grande e la Sila Piccola. La Sila Grande (di origine granitica) è caratterizzata dalla presenza di estese foreste di pino laricio tra i 1400 e i 1700 metri d quota, che si uniscono più in basso alle faggete e ai castagneti

REGIONE BIOGEOGRAFICA: Mediterranea.

Il Parco Nazionale della Sila viene istituito con Decreto del Presidente della Repubblica 14 novembre 2002. Esso comprende due aree denominate Sila Grande e Sila Piccola che precedentemente costituivano il Parco Nazionale della Calabria che cessa di esistere.

Contestualmente viene istituito anche l’Ente Parco Nazionale della Sila che ha personalità di diritto pubblico ed è sottoposto alla vigilanza del Ministero dell’Ambiente e del Territorio, al quale si applicano le disposizioni di cui alla legge 20 marzo 1975.

Il Parco Nazionale della Sila, anche se di recente istituzione, ha una storia molto lunga alle spalle strettamente legata a quella del Parco Nazionale della Calabria istituito con Legge n° 503 del 02\04\1968 con lo scopo di conservare interessanti caratteristiche ambientali di alcuni territori calabresi particolarmente significativi e di soddisfare la funzione di educazione alla natura.

Tuttavia ci furono molte perplessità a riguardo sia da parte di tecnici che da parte di ambientalisti. Il parco che nasceva, infatti, sarebbe stato il risultato di diverse aree di interesse naturalistico sparse nel territorio della Regione Calabria e distanti fra di loro anche centinaia di chilometri senza una vera e propria perimetrazione.

La perimetrazione definitiva del Parco Nazionale della Calabria avvenne solo dieci anni dopo ed individuava tre distinte aree protette: la Sila Grande in provincia di Cosenza, con una estensione di 7.000 ettari; la Sila Piccola in provincia di Catanzaro, con una estensione di 5.700 ettari; e l’Aspromonte in provincia di Reggio Calabria, con una estensione di 3.200 ettari.

Dopo la legge quadro sui parchi n° 394\91 l’Aspromonte è divenuto parco a sé. Si è avviato così il procedimento che ha portato alla nascita del Parco Nazionale della Sila con un area che si estende nei comuni di Cosenza, Catanzaro e Crotone.

Zonizzazione interna

Il Parco Nazionale della Sila, così come delimitato nella cartografia in scala 1:50000 allegata al D.P.R. 14/09/2002 è suddiviso nelle seguenti zone:

Zona 1 – di rilevante interesse naturalistico e paesaggistico con inesistente o limitato grado di antropizzazione

Zona 2 – di rilevante interesse naturalistico, paesaggistico con maggior grado di antropizzazione e di presenza di attività agro – silvo – pastorali.

Divieti generali

Su tutto il territorio del Parco nazionale della Sila sono vietate le seguenti attività:

la cattura, l'uccisione, il danneggiamento ed il disturbo delle specie animali ad eccezione di quanto eseguito per fini di ricerca e di studio previa autorizzazione dell'Ente parco, salvo gli eventuali abbattimenti selettivi o prelievi faunistici necessari per ricomporre equilibri ecologici compromessi, accertati dall'Ente parco ai sensi dell'art. 11, comma 4 della legge 6 dicembre 1991, n 394;

la raccolta e il danneggiamento della flora spontanea, salvo nei territori in cui sono consentite le attività agro – silvo – pastorali e nel rispetto delle normativa degli usi civici locali; e' fatta salva la raccolta di funghi, come disciplinata da specifica normativa regionale;

l'introduzione in ambiente naturale non recintato di specie vegetali o specie animali estranee alla flora e alla fauna autoctona, fatte salve le foraggere ed altre specie vegetali impiegate nelle coltivazioni agrarie e le specie animali in transumanza;

il prelievo di materiali di rilevante interesse geologico e paleontologico, ad eccezione di quello eseguito per fini di ricerca e di studio previa autorizzazione dell'Ente parco;

l'apertura e l'esercizio di cave, di miniere e di discariche, l'asportazione di minerali; le cave e/o le miniere in coltivazione e regolarmente autorizzate potranno restare in esercizio fino ad'esaurimento delle autorizzazioni attraverso specifici piani di coltivazione, dismissione e recupero autorizzati dall'Ente parco;

l'introduzione da parte di privati, di armi, di esplosivi, e di qualsiasi mezzo distruttivo o di cattura, se non autorizzata, fatto salvo quanto previsto dall'art. 21, comma 1, lettera g), della legge 11 febbraio 1992, n. 157;

il campeggio, al di fuori delle aree destinate a tale scopo ed appositamente attrezzate, ad eccezione del campeggio temporaneo autorizzato;

il sorvolo non autorizzato dalle competenti autorità, secondo quanto espressamente definito dalle leggi sulla disciplina del volo;

il transito di mezzi motorizzati fuori dalle strade statali, provinciali, comunali, vicinali gravate da servitù, fatta eccezione per i mezzi di servizio e per i mezzi accessori all'esercizio delle attività agro-silvo-pastorali;

lo svolgimento di attività pubblicitarie al di fuori dei centri urbani, non autorizzate dall'Ente Parco.

FLORA E FAUNA:

La Flora

Oltre la bellezza del paesaggio, la Sila Piccola occupa un posto di primo piano a livello naturalistico per la presenza diffusa di boschi naturali di Pino laricio (Pinus laricio Poir.) e di boschi misti di Faggio (Fagus selvatica Linn,) e Abete bianco (Abies alba Mill.) e per il notevole corteggio floristico che conta più di un migliaio di specie, alcune delle quali rare, altre endemiche di origine balcanica, e per questo di grande interesse fitogeografico.

La pineta pura di Pino laricio costituisce la formazione vegetale più estesa, ed attraversa il Parco senza soluzione di continuità lungo una fascia compresa tra 1.000 e 1.400 metri di altitudine, coprendo oltre 3000 Ha di superficie, il che la rende assieme alla pineta della Sila Grande, unica nel suo genere in Europa.

Al limite inferiore si associa con le specie quercine e verso l'alto con il Faggio e l'Abete bianco.

Sul suolo nudo ove la pineta si è insediata, si è affermata nel tempo la flora più varia, dalle Graminacee ai vari Trifogli, agli Asfodeli, alle Felci e ai vari Arbusti (Cisti, Rose canine, Rovi, Lamponi, Biancospini, Meli selvatici) per arrivare alle Latifoglie come il Faggio, l'Acero, Lontano.

Nell'ambito dei popolamenti di Pino laricio si trovano inoltre degli individui aventi particolari caratteristiche di pregio: tra questi si segnala un ecotipo di Pino laricio, chiamato "Pino Vutullo", da alcuni ritenuto una varietà botanica, presenta un fusto cilindrico con corteccia liscia, è privo di nodi, ed ha un durame più esteso del normale.

Verso il limite superiore del territorio considerata è inclusa la Riserva Naturale Biogenetica "Gariglione-Pisarello" ove avviene la raccolta di un seme di Abete bianco dall'elevato valore genetico, in quanto le abetine nate da questo seme mostrano particolare resistenza alle cosiddette "Piogge Acide".

La vasta superficie occupata dal territorio preso in considerazione, rende possibile il diversificarsi di vari ambienti e formazioni vegetali caratteristici dell'Orizzonte Montano Inferiore del Piano Montano, in cui ricade totalmente il Parco della Sila Piccola.

Nel Suborizzonte Inferiore il Pino laricio trova il suo optimum ecologico e vi domina incontrastato raggiungendo dimensioni maestose come in località Roncino e Acqua delle Donne; al limite Inferiore si mescola col Cerro, col Castagno e con altre Querce caducifolie.

Verso il limite Superiore si ha una giustapposizione del Pino col Faggio, pur rimanendo quest'ultimo subordinato al primo, tranne che in qualche stazione umida e più esposta a Nord ove si verifica un'inversione di tendenza.

Nel Suborizzonte Superiore domina il Faggio che inferiormente confina con le pinete di Laricio, mentre verso l'alto tende a mescolarsi con l'Abete bianco, di cui si riscontra una abbondante rinnovazione naturale.

Nel complesso del Gariglione i boschi di faggio e abete si trovano associati con piante sparse o a gruppi, di sorbociavardello, acero di label, acero opalo e con un carteggio floristico di pregio.

La Fauna

Oltre alla grande varietà di specie è oltremodo significativa la presenza del Lupo, un tempo oggetto di efferate persecuzioni, oggi al centro di un oculato progetto di ripopolamento unitamente a quello di reintroduzione di Cervi, Caprioli e Gufo Reale che occupano un ruolo fondamentale per il riequilibrio della catena alimentare.

Infatti la presenza del Lupo (Canis lupus), trovandosi all'apice di una complessa catena alimentare, è indicativa della ricchezza varietale delle specie faunistiche che popolano il Parco (vi si annoverano oltre 20 specie fra mammiferi, uccelli, rettili e pesci).

Nel territorio del Parco è presente la fauna tipica dell'Appennino con grandi predatori come il Lupo ed il Gatto selvatico.

Vengono di seguito riportate le specie più importanti: - lupo, gatto selvatico, tasso, volpe, faina, puzzola, donnola, martora, scoiattolo, ghiro, quercino, moscarino, topi selvatici e toporagni, cinghiale, capriolo, picchio, poiana, gheppio, falco, gufo, salamandra, trota, rana, raganella, vipera ecc.

TERRITORIO E MICROCLIMA:

Il territorio

Il Parco Naturale della Sila ha una estensione di circa 12690 ettari di cui 7002 nella provincia di Cosenza, 4200 nella provincia di Catanzaro e 1488 nella provincia di Crotone. Si tratta il larga percentuale di terreni appartenenti al Demanio Forestale che comportano quindi una disponibilità totale del territorio con conseguenti vantaggi sulla gestione.

La Sila è costituita da un grosso massiccio granitico – cristallino di natura piuttosto variabile. Di rado si tratta di veri e propri graniti; quasi sempre sono granodioriti, dioriti quarziferi con filoni di pegmatite. Confina a nord con la pianura di Sibari, a ovest con la valle del Crati, mentre a est e a sud degrada lentamente verso il mare Ionio.

La morfologia si presenta con forme moderate e rotondeggianti, i cui rilievi più importanti come Monte Altare (1.651 m.), Monte Scuro (1.650 m.), Monte Pettinascura (1.685 m.), Monte Botte Donato (1.929 m.), Monte Nero (1.880 m.), Monte Gariglione (1.750 m.), fanno da contorno ai tre laghi artificiali Ampollino, Arvo e Cecita.

I tre laghi furono realizzati fra il 1920 ed il 1950 per la produzione di energia idroelettrica. Ed oggi costituiscono un punto di forza del paesaggio con gli innumerevoli scenari che offrono durante il trascorrere delle stagioni. Numerosi, inoltre, sono i corsi d'acqua che attraversano il parco e che costituiscono una fonte di importanza enorme per la vita nel parco. Tra i più importanti citiamo il Cecita, che origina l'omonimo lago dopo aver attraversato una profonda vallata ricca di boschi di pino laricio, faggi ed abete bianco, il Neto, il Lese, la fiumarella di Macchialonga che percorre i pascoli di alta quota, Il Tacina che origina la splendida vallata in prossimità del Gariglione.

Microclima

La piovosità annua raggiunge in media i 1.600 mm. La distribuzione è caratterizzata da massimi principali in autunno e secondari a fine inverno inizio primavera, mentre i minimi sono estivi con 100 mm. Fra giugno e agosto.

Notevoli sono le precipitazioni nevose, con manti che raggiungono i due metri di altezza, ma di scarsa persistenza se non nelle vallecole più riparate ed esposte a nord. Durante annate eccezionali, in cui il carico di neve può superare i tre metri si verifica spesso danno al soprassuolo arboreo più giovane danneggiando decine di ettari di pineta.

La Sila Piccola è leggermente più piovosa della Sila Grande per la differenza disposizione dei monti appenninici. I venti della circolazione generale, provenienti dal Tirreno, non devono superare barriere come Serra della Guardia, Monte Scuro e Botte Donato e possono far sentire più facilmente il loro effetto.

L'umidità relativa dell'aria è elevata con una media annua del 75%. La temperatura media annua è di 8 – 9 °C con una escursione di circa 17 °C, la temperatura media del mese più freddo (dicembre) oscilla su 1-2°C, quella di agosto sui 17-19°C.