Il Territorio di San Mauro Marchesato presenta un alto rilievo paesaggistico e mostra quelle caratteristiche tipiche della vegetazione meridionale, fatta di macchia mediterranea, estesi campi di grano, uliveti antichi, querceti secolari, antichi boschi tradizionali e più recenti boschi di eucaliptus. I calanchi, poi, sono tra i più tipici dei paesaggi collinari calabresi e caratterizzano vaste aree del Territorio scendendo verso Crotone. Sono luoghi particolarissimi, che sembrano avvolgere il visitatore e proiettarlo in scenario di pacifica solitudine e lontananza dal caos quotidiano dei centri urbani. Per chi né apprezza la luminosità e l'ampiezza degli orizzonti sono luoghi di grande interesse e suggestione, dove a ogni passo, sul fondo di ogni solco si scoprono angoli sempre mutevoli nelle forme e sopratutto nei colori.

San Mauro Marchesato è un paese agricolo, dove i tipici paesaggi forestali, come i boschi e la macchia mediterranea, si legano e si confondono con i paesaggi agricoli, quali seminativi, uliveti, agrumeti e vigneti, e nel creare un mosaico armonioso di vegetazione che muta colorazione all’alternarsi delle stagioni, offre una precisa discriminante funzionale dell’ambiente in classi di qualità (suolo, seminativo, uliveto, vigneto, agrumeto ecc.). Analogamente, lo scenario paesaggistico è anche testimonianza storica di una tenace e duratura persistenza del latifondo, con i suoi risvolti economici e sociali e le sue ricadute culturali.

Il suo Territorio si estende tra colli e valli, dove si produce un ottimo vino e un pregiato olio d’oliva. Molte sono infatti, le famiglie che si occupano della coltivazione di uliveti e vigneti. L’attività agricola è basata sulla raccolta e la trasformazione dei frutti della terra, infatti si può degustare in un vino dal sapore forte e corposo, e un olio extra vergine dal sapore delicato. Ma l’agricoltura, nei Comuni della Presila crotonese, come san Mauro Marchesto è stata quel pungolo intorno al quale l’artigianato si è caratterizzato come uno dei settori fiorenti di un tempo.

Erano presenti artigiani del legno il cosiddetto “spurtaru” si adoperava nella costruzione di ceste e panieri, che servivano poi per la raccolta di olive, uva e non solo, costruiva anche botti, (vutti) e barili, (varrili), che servivano per il trasporto di sostanze liquide. Ma l’artigianato sanmaurese non riguarda solo la terra e il legno ma anche la lavorazione del ferro, infatti, vi erano tante (forge), fucine nelle quali si lavorava il ferro battuto ma soprattutto si facevano i ferri per i cavalli. E in fine ma non meno importante era il calzolaio, (u scarparu) che lavorava il cuoio e faceva le scarpe su misura. La donna dava il suo contributo all’artigianato locale con le lavorazioni manuali al telaio, dove venivano realizzate coperte e lenzuola.