LO STEMMA

D’oro, alla figura di Santa Severina, di carnagione, in maestà, vestita di corta tunica azzurra, impugnante per le lame due stiletti d’argento, con le punte appoggiate alle spalle, lo stiletto di destra posto in banda, quello di sinistra in sbarra, la gamba destra incrociata in banda su quella sinistra. Ornamenti esteriori da Comune.

IL GONFALONE

Drappo partito di giallo e d’azzurro e caricato dello stemma sopra descritto con le iscrizioni centrate in argento recante la denominazione del Comune. Le parti di metallo ed i cordoni saranno argentati. L’asta verticale sarà ricoperta di velluto dei colori del drappo, alternati, con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia è rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta con nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d’argento.

Turrita in Calabris obscuri haud nominis oris

urbs est, nubigenae qua profluit unda Neaeti,

monte sita aerio, lapidosis rupibus, atque

ante alias longo circum munimine cincta

C’è una città turrita nelle terre calabresi, di non oscuro nome,

là dove scorre l’onda del nebbioso Neto,

posta sull’alto di un monte, su rupi rocciose,

e meglio di ogni altra cinta da lunga cerchia difensiva.

(Dalle “Silvae” di Giano Teseo Casopero, versi composti tra il 1520-1530)